Situla di Alpago

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Situla dell'Alpago
Situla dell’Alpago

QUANTI FRAINTENDIMENTI!

Fin dall’inizio (la situla è stata rinvenuta nel 2002) il ritrovamento di questo straordinario recipiente in lamina bronzea decorata a sbalzo di età venetica ha provocato qualche clamoroso fraintendimento, e questo non solo riguardo all’interpretazione della particolarissima sequenza delle scene sbalzate sulla sua parete, ma anche sulle circostanze e le modalità del suo rinvenimento e persino sul nome della località in cui il prezioso reperto è venuto alla luce.
Allora, prima di passare all’esame delle straordinarie raffigurazioni, e tralasciando i problemi inerenti alle modalità del rinvenimento che esulano dagli scopi del presente studio, affrontiamo l’enigma (se tale si può definire) costituito dall’interpretazione del nome della località, in cui è stata individuata “l’area cimiteriale in uso dal VII al V secolo a.C.“ da cui proviene detta situla.

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2 pensieri su “Situla di Alpago

  1. Desidero esprimere i più vivi complimenti per l’analisi da lei compiuta sulla situla.
    Sopratutto se si leggono i commenti superficiali e populisti compilati dagli esimi archeologi dell’Università di Padova.
    Penso che Lei meriti una laurea ad honorem per la sua ammirevole capacità di comprendere e interpretare seriamente l’arte dei nostri antenati.
    Grazie e continui così.
    Marco

    1. Riteniamo ragionevole e verosimile quanto scritto da Gianni Bassi sulla situla dell’Alpago, l’inedito pezzo forte della mostra Venetkens. Documentate e giustificate le sue ipotesi, condivisibili le sue critiche ai curatori della mostra e del catalogo. Ottimo il suo accostamento nell’analisi con la situla di San Zeno. Bassi potrebbe anche esaminare quanto scrive la studiosa slovena Biba Terzan a proposito di un’altra scena erotica rinvenuta sulla placca di cinturone di Brezje: conferma senz’altro la natura rituale dell’amplesso riprodotto (nelle pp. 221-229 del libro “Guerrieri, Principi ed eroi” http://www.libroco.it/dettaglio_libro.php… ) è chiaro che quanto scritto dai giornali al riguardo delle immagini riprodotte sulle situle appartiene alla triste incultura che affligge lo studio della storia in Italia, a partire dalle alte sfere. Se possiamo fare qualche annotazione, è plausibile che il rito dell’accoppiamento avvenisse con l’assitenza di servitori o assistenti (come durante il parto). Questo le situle sembrano indicarlo con chiarezza. Meno probabile sembrerebbe il fatto che tale rito avesse una dimensione pubblica: le due fasce di uomini sovrastanti (caso più unico che raro nelle situle) riproducono uomini pressocché identici tra loro. Proprio il confronto con altre situle (per esempio, anche quella della Certosa) suggerisce che i riti avvenissero con situazioni vivacissime e variegate, animate da cose diverse e soggetti diversi, talvolta fantasiosi. Quella lunghissima, monotona, processione di figure maschili sembra alludere alla moltiplicazione umana, per effetto dell’attività riproduttiva. Almeno, questo sembra più probabile.

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