Il disco di Rosà

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Disco di Rosàà
Disco di Rosà

 

Negli anni novanta del secolo scorso, destò scalpore la pubblicazione dello studio su una mappa della Penisola Iberica disegnata su papiro: «Un documento con la più antica mappa giunto sino a noi!» titolava un quotidiano nazionale, e giù parole su parole per dire, alla fine, che si trattava di un papiro di età ellenistica databile, sembra, nientemeno che al primo secolo avanti Cristo…
Bazzecole!… In Territorio Vicentino, infatti, c’è ben altro… e molto più antico!
Dopo la snervante attesa di anni ed anni dal rinvenimento dello straordinario Di-sco di età venetica, durante i quali non fu possibile ottenere alcuna informazione su di esso, un libro sulla storia di Rosà edito dallo stesso Comune pubblicava una bella fotografia del prezioso reperto, fotografia che mi permetteva (finalmente!) di studiarne le caratteristiche e di formulare delle ipotesi sul significato della sua singolare decorazione.
Così, il 2 settembre 1999, Il Giornale di Vicenza pubblicava la parte preliminare del mio studio riguardante una interpretazione non convenzionale del Disco alla luce non dei soliti accostamenti della Cultura Venetica con quella classica greco-romana ma con le culture celto-germaniche, e ciò perché, a detta di Polibio, per costumi e cultura i Veneti apparivano in tutto simili ai Celti, dai quali si distinguevano solo per la lingua.
Poi, nel 2001, vedeva finalmente la luce l’opuscolo contenente lo studio completo, comprendente anche il raffronto con l’Arte Classica greco-romana e con quella del Vicino Oriente. In tal modo, il mio studio sul Disco di Rosà assumeva la veste definitiva… quella stessa che ho il piacere di presentare in questa sede.
Va ricordato però che, tre anni dopo il mio opuscolo, nel 2004 veniva pubblicato lo studio ufficiale ad opera delle Istituzioni, alle cui argomentazioni replicavo con mie osservazioni pubblicate a più riprese sul Bollettino FAAV, l’organo di informazione interna della Federazione delle Associazioni di Archeologia del Veneto, osservazioni che hanno riscosso l’interesse di più di un Addetto ai Lavori e che mi appresto a riportare su questo Sito col titolo Precisazioni sul Disco di Rosà.

[Scarica l’opuscolo: Disco di Rosà(PDF 2,1 MByte)

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